FRAGNETO MONFORTE, Comune in provincia di Benevento si trova a 380 metri sul livello del mare e dista 17 Km. dal capoluogo di provincia.
La popolazione al censimento 2001 è di 1.967 abitanti. La Compagnia dei carabinieri è a Benevento; la stazione dei carabinieri a pesco sannita.
ll Tribunale è a Benevento ove si trovano anche la Pretura, I’Ufficio Distrettuale delle lmposte, I’Ufficio del Registro e la Conservatoria dei Registri lmmobiliari. ll Distretto censuario è a Pontelandolfo. La stazione Ferroviaria in loco.
ll Distretto Militare si trova a Caserta. centro agricolo dell’Appennino sannita, sorge alle falde di una collina presso la sponda destra del fiume Tammaro, in una posizione intermedia fra la valle beneventana e quella telesina. La statale dei Due Principati attraversa il paese, lasciando a sud-ovest la parte più antica, danneggiata da terremoti nel
1456 e nel 1851, ed a nord-est quella più recente, che giunge fino alla stazione ferroviaria. Il territorio comunale è in prevalenza alto collinare, caratterizzato dal susseguirsi di pascoli, vigneti, oliveti e ampie zone boschive. proprio la ricca presenza di boschi di farnie, una varietà di quercia, spiegherebbero l’origine del toponimo. La denominazione MONFORTE fu aggiunta quando il paese divenne un feudo di Bartolomeo Monteforte.
FRAGNETO MONFORTE viene chiamato nelle antiche carte e dai cronisti FARNITUM, FRAINETA, FRANGETE, FRANGITO, FRAGNITO. Secondo alcuni il primo insediamento sorse subito dopo la presa di Benevento da parte del goto Totila nel 545, ma la notizia certa più antica della sua esistenza rimonta al documento di concessione del FARNITUM TOTONIS (Fragneto l’Abate).
Allora apparteneva agli stessi signori Longobardi che lo chiamavano “castello nostro” (1010).
Nel 1133 faceva parte della Contea di Ariano e ne era signore un Rodolfo Pinello, il quale fu oggetto delle ire dei nemici di Re Ruggero il normanno, di cui era seguace. Il borgo con il castello fu preso e saccheggiato da Rolpotone di S. Eustacchio, contestabile dei beneventani, e dal Conte Rainulfo; le abitazioni incendiate, gli abitanti inermi messi in fuga, Rodolfo Pinello fatto prigioniero e condotto a Benevento. Il borgo era ricco. Il cronista Falcone, nel narrare il saccheggio, dice: “mobilia vero illorum innumera ed animalia in oppido illo inventa sunt”.
ll borgo fu presto riedificato ma nuovamente Re Ruggero lo prese d’assalto, e lo incendiò, dopo il saccheggio datovi dalle truppe e da molti predoni che seguivano I’esercito (1138).
lntanto Rodolfo Pinello, quantunque debellato, ebbe modo di conservarsi in signoria di più dimessa condizione; divenne sutfeudatario di Tommaso di Fenucchio, il quale a sua volta lo era del Conte di Buonalbergo. Ma parte del feudo venne data ai Sanframondi, ed a questi ad un Bartolomeo di Monteforte, chiamato in seguito Monforte per dolcezza di pronuncia.
Il catalogo dei baroni, nell’enumerare quelli del Conte di Buonalbergo, pone FRAGNETO nella Contea di Buonalbergo in questo modo: “N. 349; Raul Pinellus tenet de eo FARNITUM quod est, sicut dixit feudum unius militi set cum aumento obtulit milites duos”. Qui finisce il feudo di Tommaso di Fenucchio, inquadrato nella contea di Buonalbergo, e differente dalla baronia di Fenucchio, feudo che comprendeva Giova, Palata, S. Giovanni Matino, tenuti da Roberto di Montemale, Reino da Roberto della Marra, Pesco da Malgerio della Marra,Tammaro e Terrarossa da Guarino di Terrarossa, Petrapulcina da Bartolomeo di Petrapulcina, FRAGNETO da Rodolfo Pinello, tutti suffeudatari di Tommaso di Fenucchio e baroni del Conte Ruggiero di Buonalbergo.
E v’è la collettiva dell’intero servigio militare del feudo con 24 militi. Vi è poi un’altra parte di FRAGNETO: ‘N.355. Bartholomeus de MONFORTE tenet de feudo Guillelmi Sancti Fraymundi, quod tenet de eodem Comite (Ruggiero di Buonalbergo): scilicet FARNITUM quod est feudum unius militi set cum augmentum obtulit milite duos”. Dal che è chiaro che il Re Ruggiero divise Fragneto fra il barone di Fenucchio e Guglielmo di S. Framondo, suoi commilitoni; i quali in seguito conciliarono gli interessi dell’antico con quelli del nuovo signore.
I suffeudatari di queste località troppo prossime a Benevento si mostrarono fedeli allo sventurato Manfredi, e persero i loro possedimenti. Carlo I d’Angio diede buona parte dell’antica baronia e del feudo di Fenucchio ai Frangipani, in premio della capziosa cattura di Corradino di Svevia e Federico d’Austria nel 1269; e tra l’altro, diede anche Fragneto. Nel 1289 veniva ancora posseduto da un Emmanuele Frangipani della Tolfa, dal quale passò al figlio lacopo.
Una donna di casa Frangipani ebbe promessa di dote di 200 once d’oro nello sposare Gaspare Saracino, signore di Torella; e per pegno fu dato Fragneto al marito. Nel 1339 fu signore di FRAGNETO MONFORTE un Giovannuccio Santangelo. ll Comune nel 1350 passo a far parte del contado beneventano, e chiamato ‘CASTRUM FRAGNETI MONTISFORTIS’. Negli ultimi tempi Angioini I’ebbe la famiglia di Gambatesa di Monforte, Conte di Campobasso. Vennero le contese per la successione al trono di Napoli fra Alfonso d’Aragona e gli Angioini, vivente ancora Giovanna ll, e Fragneto fu teatro d’imprese militari. Occupato dalle truppe di Alfonso, comandate dal Periglios e dal Gargia Cavaniglia, fu ripreso dagli Angioini, comandati da Luigi di Capoa (25 settembre 1439).
ll terribile terremoto avvenuto alle ore 11 del 5 dicembre 1456 rovino in gran parte FRAGNETO; ma anche questa volta venne ricostruito per trovarsi nuovamente al centro di contese, rese facili dalla posizione mediana che occupa fra la valle Beneventana e la Telesina.
Non e affatto nominato nelle guerre del 1461 di Ferdinando I d’Aragona, perché nulla di notevole vi accadde. Viceversa ebbe a soffrire nel 1496. lnfatti nelle guerre di Carlo Vlll con gli ultimi Aragonesi era dominato da Niccolò di Gambatesa, Conte di Campobasso, il quale parteggiava per i francesi.
Ferdinando ll d’Aragona dovette occuparlo, e lo fece dare a sacco e fuoco. Questo fatto fu connesso intimamente con I’assedio e la battaglia di Circello che, secondo Ferdinando ll d’Aragona fu vinta grazie all’aiuto della Vergine, detta poi della Rondinella, il cui quadro rimase incolume dal fuoco di FRAGNETO, e venne fatto trasportare in Napoli a S. Maria la nova, dove tuttavia esiste. pacifica a tal proposito è la tradizione dei cronisti dal Passaro a Gaspare Fuscolillo al napoletano Silvestro Guarino. L’Abate Giovanni Albini, uomo di stato ai servigi Aragonesi, scrittore e storico contemporaneo, nel libro Vl “de bello gallico” dice: che Re Ferdinando, tolti gli accampamenti da Pontefinocchio andò ad espugnare FRAGNETO che fu saccheggiato ed incendiato per I’appoggio dato ai francesi. L’Albini, che tenta di giustificare in tutto e per tutto Re Ferdinando dalle crudeltà commesse in FRAGNETO, dice che il giorno seguente il Re perdonò quelli che a
lui fecero adesione. Che il sacco di FRAGNETO sarebbe riuscito fatale agli Aragonesi, se la cieca fortuna non avesse arriso alla loro buona stella è poi narrato lucidamente dagli storici Giovio e Guicciardini. ll primo di questi scrittori nella “Storia dei miei tempi” vol. ll pag. 167 e seguenti mette I’assedio e la presa di FRAGNETO antecedentemente all’assalto ed alla battaglia di Circello.
Egli rende noti altri particolari e dice che il Duca francese aveva nel suo esercito Svizzeri, Tedeschi, Guasconi e cavalleria Greca; FRAGNETO aveva un presidio di fanti tedeschi al soldo francese e questi, fatta debole resistenza, capitolarono, abbandonando il castello, quando seppero della perdita della battaglia di Circello.
ln soccorso del borgo giunsero la cavalleria greca ed i condottieri italiani agli stipendi di Francia che in principio mostrarono facilità di vittoria contro individui occupati nel saccheggio. La preoccupazione di Ferdinando d’Aragona doveva essere grande poiché, per distogliere i suoi soldati dalla razzia, promise un “ferrandino” (moneta d’oro) per ciascuna testa di soldato nemico. Infine Ferdinando tolse FRAGNETO a Cola di Gambatesa, barone ribelle, e lo vendè ad Andrea di Capoa, la cui famiglia, dapprima nemica, era entrata in grazia degli Aragonesi fin dai tempi di Alfonso l, e possedeva molti feudi in queste contrade.
Vennero subito dopo i tempi di Ferdinando ll Cattolico, e comincio I’epoca vicereale, e le nuove infeudazioni furono numerose, perché per fellonia motti feudi restarono devoluti alla Regia Corte,e molti nobili e condottieri Spagnoli ebbero il guiderdone delle loro imprese.
FRAGNETO fu dato a D. Ferrante Montalto, di nobilissima famiglia. Questi fu luogotenente vicereale del Regno nel 1528, dopo la partenza di Filiberto di Charlons, principe d’Orange, primo vicerè di Napoli; ed era al seguito di Carlo V quando il 25 novembre 1530 fece il suo ingresso trionfale in Napoli. Vogliono alcuni genealogisti che la casa di Montalto discendesse dal normanno Trasmondo (Catalogo Generale dei Baroni sotto Guglielmo ll N. 1384), ed a questa famiglia appartenne sempre il feudo di FRAGNETO con il titolo di Ducato e rimase tale fino all’abolizione della feudalita. Gli eredi Montalto possiedono ancora il Palauo Ducale e molti terreni, soprattutto nell’ex feudo di Monterone che anticamente fu terra abitata appartenuta a un Goffredo (1173), figlio di Pagano di Montefusco, il quale I’aveva ricevuto in suffeudo da Ruggiero Conte di Buonalbergo, di cui era barone. Non abbiamo rintracciato notizie sulla distruzione di questa terra abitata; certo è pero che non esisteva più nel 1356; e può credersi che sia stata distrutta dal terremoto dell’anno antecedente, né fu più riedificata.
Rimasta disabitata, venne comprata da Virgilio Montalto, Duca di FRAGNETO, nel 1585 sub hasta Sacri Regii Consilii, per 8192 ducati, in danno al marchese di Vico.
Nel 1851 un nuovo terremoto colpì FRAGNETO: la chiesa fu danneggiata e molti caseggiati distrutti. ll paese dunque subì per tre volte il saccheggio e il fuoco in tempi di guerra, due volte fu colpito da terremoti e una volta dalla peste che sterminò ben 200 famiglie nel 1656.
FRAGNETO MONFORTE fu abitato da 99 famiglie nel 1532, 125 nel 1545, 136 nel 1561,157 nel 1595, 215 nel 1648 e solo 21 nel 1669 dopo la peste. ln seguito crebbe in popolazione, ed aveva 2200 abitanti nel 1789, diminuiti a 2105 nel 1795, fino a raggiungere i 2265 all’inizio del XX secolo.
Questo Comune appartenne fino al 1861 al Principato Ultra, quando passò alla provincia di Benevento.
